Organizzazione

L’organizzazione del 50° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina è stata affidata al Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” (CIBM) di Livorno e al Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. 

 

 

TEMI DEL CONGRESSO

TEMA 1 - Nuove acquisizioni, evidenze e prospettive nel monitoraggio di ambienti marini

Coordinatore e Relatore Carlo Pretti

Negli ultimi anni il monitoraggio degli ambienti marini si sta spostando da una visione “puntiforme”, sito-specifica, ad una visione più ampia, di tipo ecosistemico. Questa transizione è conseguenza diretta della richiesta di definizione di indicatori di stato ambientale, come rappresentato nella Direttiva della Strategia Marina. Un indicatore è la risultante dell’integrazione di differenti approcci, basati su tecniche innovative, rapide ed a basso costo quali, ad esempio, metodi biomolecolari innovativi per esplorare la diversità di microorganismi e macrofauna, sistemi di “remote sensing”, monitoraggio in-situ e in continuo, sistemi acustici e satellitari, biosensori, definizione di contaminanti emergenti e dei loro effetti.

 

TEMA 2 - Valorizzazione, conservazione e gestione degli ambienti marini

Coordinatori Antonio Terlizzi e Mariachiara Chiantore

Relatore Roberto Danovaro

In un contesto di modificazioni globali, dovute sia ai cambiamenti climatici che a pressioni più dirette di natura antropica, si assiste ad una variazione degli usi a cui sono sottoposti gli ambienti marini con conseguenze molto spesso negative sul funzionamento degli ecosistemi. La sessione mira a raccogliere contributi ed a discutere differenti approcci volti alla valorizzazione, conservazione e gestione degli ambienti marini, tra cui certamente si collocano la quantificazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici, la protezione degli habitat, la valutazione e conservazione della biodiversità, il ripristino di specie vulnerabili e la pianificazione territoriale.

 

TEMA 3 - La biologia marina in un mare che cambia

Coordinatore Adriana Giangrande

Relatore Sergio Rossi

Il tema del cambiamento in ambiente marino, già affrontato a Trieste del 2005, è divenuto oggi estremamente attuale soprattutto in relazione a quello che sta accadendo a livello climatico. Il Mar Mediterraneo è lo scenario principale dell’accelerazione dei cambiamenti climatici in corso. Gli impatti ambientali che colpiscono l'intero Mediterraneo sono però molteplici e includono modificazioni dovute a inquinamento e sovrappesca, introduzione di specie aliene e costruzione di opere da parte dell’uomo che modificano la distribuzione anche di specie autoctone. Queste alterazioni di diversa natura necessitano di un biomonitoraggio del cambiamento ambientale. Basare gli studi di biomonitoraggio solo su dati recenti può però indurre la sindrome del “shifting baseline”, con la conseguenza di sottostimare eventuali processi di degrado in atto. I processi ecologici in corso sono infatti il risultato di quello che è accaduto nel passato, ma noi non conosciamo lo stato “naturale” degli ecosistemi, né quando e con che intensità l’uomo ha iniziato ad alterare l’ambiente marino.

COMITATO ORGANIZZATORE

DE RANIERI Stefano

Presidente 

BENEDETTI-CECCHI Lisandro

 

BULLERI Fabio

 

CASTELLI Alberto

 

LARDICCI Claudio

 

MALTAGLIATI Ferruccio

 

PRETTI Carlo

 

SARTOR Paolo

 

SILVESTRI Roberto

 

Segreterie